Se ci fosse ancora bisogno di ripeterlo, dato che ormai tutti lo dicono già da anni, la velocità di caricamento per un sito web è tutto. Ogni giorno leggiamo articoli e tutorial a riguardo, mentre gli esperti di Google e pressoché tutti i guru della SEO e del web marketing continuano a ripetere che l’ottimizzazione di un sito include per forza anche l’aumento delle performance.
E hanno ragione! Le prestazioni di un sito comportano un sacco di benefici per il posizionamento in SERP, che andremo a scoprire in questo articolo.
Pronti?
Partiamo!
L’abito fa il monaco: rendi il tuo sito più veloce e farai subito una buona impressione
Sì lo so, ce l’hai messa tutta per far funzionare il tuo sito al meglio, lo hai strutturato alla perfezione, tutti i contenuti hanno una on-page impeccabile e ci stai dando dentro come un matto con la linkbuilding e digital PR. Peccato però che quella non sarà la prima cosa che il tuo visitatore noterà…
Infatti, la pagina web dovrà caricare quei contenuti degni del miglior Dario Vignali prima che l’utente possa leggerli… e se il caricamento è troppo lento, tanti abbandoneranno la pagina e le visite in genere caleranno per spostarsi verso un competitor con un sito più performante (e, credimi, ce ne sono di sicuro).
Insomma, un sito lento fa pensare che dei tuoi utenti non ti freghi poi così tanto.
Per non parlare poi dei siti mobile, in cui il problema si accentua ulteriormente. Secondo Google, un sito mobile impiega in media oltre 15 secondi a caricare, ma la maggioranza dell’utenza non aspetta più di 3 secondi prima di andare altrove. Ogni secondo in più ti fa perdere conversioni.
Se quanto detto finora non bastasse, ecco degli altri buoni motivi per cui la rapidità di caricamento influisce sulla SEO di un sito web.
- Il loadspeed è ufficialmente un fattore di ranking dal 2017
- Un sito veloce è più facile da indicizzare per i crawlers di Google
- La CRO aumenta di pari passo con la velocità di un sito
- La user experience di un sito rapido a caricare migliora
Possiamo quindi concludere che, rendendo il tuo sito più veloce, farai felici i tuoi clienti e pure Big G. Bello, no?
Andiamo allora ad approfondire ognuno dei punti sopracitati.
Il loadspeed è un fattore di ranking
Da Silicon Valley continuano a ripeterlo senza sosta: per rankare serve avere un sito veloce e, proprio per questo, da luglio 2018 è stato sguinzagliato il famigerato “Speed Update”, che penalizza tutti i siti troppo lenti a caricare.
Attenzione: abbiamo detto “penalizzare i siti lenti”, non “premiare quelli veloci”. Il risultato è che avere un sito dalle ottime prestazioni non ti garantisce di arrivare fra i primi in Top10, mentre avere un sito lento come una lumaca di sicuro ti rilegherà nei bassifondi dei motori di ricerca.
Un sito più veloce è più facile da indicizzare
I siti di oggi sono spesso molto complessi e in ottica SEO è fondamentale sistemare la struttura, decidere che fare coi contenuti ormai datati, usare nella maniera giusta i redirect e soprattutto avvalersi di un hosting performante.
Eh sì, perché più il sito è grande, più importanti saranno questi step al fine di migliorare l’esperienza dell’utente e la conversion rate, nonché il crawl budget e crawl rate del tuo sito.
In parole povere, più veloci sono i server che ospitano il tuo sito e più spesso i bot di Google si degneranno di visitarlo e indicizzare tutte le novità apportate.
Server performanti = +conversioni e –bounce rate
Se vuoi vincere la corsa verso il podio della SERP, il tuo sito dev’essere più veloce degli avversari. Basta un click per abbandonare una pagina web ancor prima di aver letto cosa ci fosse scritto sopra… mai sentito parlare di bounce rate?
Negozi e-commerce con un processo di checkout di svariati step ne sanno qualcosa: per ogni pagina coinvolta le chance di abbandono del carrello aumentano, specialmente se ci mettono del tempo a caricare. Dopotutto, un motivo per comprare online è proprio risparmiare tempo, no?
Anche i blogger capiscono bene di cosa stiamo parlando: velocizzare un sito in WordPress, per esempio, è un modo per rendere le le tue informazioni più accessibili, il che darà un motivo in meno al lettore per andare a cercare dai tuoi competitor le risposte alle sue domande.
Ricorda: il percorso del tuo utente verso la conversione dev’essere il più facile e veloce possibile. Se non vuoi fargli cambiare idea.
La user experience dipende anche dalle performance
La rapidità con cui le pagine si caricano non solo farà aumentare il tasso di conversioni, ma instillerà anche fiducia nel tuo pubblico. Quante volte ti è capitato di inveire contro un sito troppo lento o che ti fa girare in lungo e in largo per ottenere quel che stavi cercando? Non vorrai mica essere uno di questi siti, vero?
C’è poco da girarci intorno qui: più il sito è rapido meno stressati saranno i tuoi utenti, che si godranno il tuo sito, spendendo di più e tornando più spesso a visitarlo. Un segno inequivocabile per Google che il tuo sito è di prima qualità e quindi meritevole di una bella spinta nei suoi ranking. Una vittoria su tutti i fronti!
Attenzione ai numeri: non sono tutto
Purtroppo, i punteggi che vedi sui vari strumenti per testare le prestazioni del tuo sito non bastano per capire se il tuo lavoro di ottimizzazione sia riuscito. Questo perché i vari tool non riescono a cogliere le specificità dei tuoi utenti reali. Le tue visite possono arrivare da dispositivi diversi con connessioni diverse e da una moltitudine di browser.
Ecco perché un aspetto chiave è capire chi sono i tuoi utenti, come accedono alle tue pagine e come si comportano una volta arrivati. Per fare questo, dovrai affiancare ai vari PageSpeed Insights, WebPageTest.org and Lighthouse dei tool specifici per avere un quadro chiaro delle performance reali del tuo sito.
Certo, leggi attentamente i suggerimenti che ti danno, ma prendili con le molle, perché possono spesso rivelarsi difficili da implementare e non sempre del tutto sensati.